Grazie di aver visitato questa pagina.

Sei il visitatore (dal 21 gennaio 2009) n.  http://www.wstatslive.com/spider.php?u=72990

 

BRACCIANO  AFFITTASI

(fine Giugno e Luglio-Agosto)

Appartamento indipendente in villa, silenzioso, arredato per due persone, ampia camera con ripostiglio, bagno con vasca, cucina, balconcino, portico, giardino, 350 € ogni 10 gg, tutto incluso. Tel. tre due nove uno uno quattro nove zero quattro nove 3291149049.

 

Necessaria auto per spostamenti a: terme (15 Km), mare (20 Km), lago (1 Km), caldara (4 Km) ed alle stupende cascate del Fosso della Mola (8 Km + 45' a piedi).

 

VACCINI ED INFLUENZA

 

            Sul n. 71 de “Le Journal de Michel Dogna” del maggio 2010 si parla di vaccino antinfluenzale come di una truffa molto redditizia per le industrie farmaceutiche. L’articolo cita il Congresso internazionale chiamato “Projet Cochrane” che si è tenuto a Roma all’inizio del 2006 per fare il punto su 37 anni di vaccinazioni contro l’influenza. Il progetto, frutto di 25 differenti studi, ha preso in considerazione 60.000 adulti. La conclusione è stata che le vaccinazioni riducevano, nelle persone in buona salute, solo del 6% la possibilità di contrarre influenza e non aveva alcuna efficacia nelle persone anziane. A conferma di questo il Dr. Anthony Morris, virologo ed esperto responsabile del controllo ai vaccini della stessa FDA, dichiara: “Non esiste alcuna prova che il vaccino contro l’influenza sia utile. I suoi fabbricanti sanno benissimo che non serve a niente, ma continuano a venderlo”. Un altro studio effettuato nell’Ontario (Canada) dopo una campagna vaccinatoria gratuita effettuata nel 2000 su 12 milioni di persone, è giunta alle medesime conclusioni.

            Il National Post di Ottava, il 2 maggio 2006, in merito ad uno studio fatto sui casi di influenza in Canada tra il 1990 e il 2005, a proposito dei soggetti vaccinati, riportava: “Il vaccino contro l’influenza non ha ridotto il numero dei casi, mentre questa campagna è costata più di 200 milioni di dollari ai contribuenti”. E in Giappone (dove nel 1976 fu resa obbligatoria la vaccinazione in massa contro l’influenza per i bambini delle scuole) prima della vaccinazione si ammalava una persona ogni 100 mila abitanti, dopo la vaccinazione se ne ammalarono 60 ogni 100 mila abitanti.

            Tra gli effetti secondari del vaccino, oltre all’influenza stessa, alcune riviste di medicina famose, come il British Medical Journal, citano lo sviluppo di pericarditi acute, problemi cardiaci, encefaliti, mielopatie, occlusione della vena centrale della retina, paraplegie ecc.. Inoltre, le ricerche del Dr. Hungh Fudenberg, immunologo statunitense, provano che esiste un legame tra le vaccinazioni regolari contro l’influenza e aumento del morbo di Alzheimer.

             È di questi giorni la dichiarazione del ministro della Sanità polacca Eva Kopacz che, in merito al vaccini, dichiara: “Non è abbastanza sicuro, ci sono una ventina di punti poco chiari: ci sono più dubbi che certezze sul siero del Millesimo. I tre vaccini vengono trattati tutti alla stessa stregua malgrado siano basati su diverse sostanze attive. E inoltre sono passati attraverso controlli decisamente brevi e non hanno controindicazioni dichiarate. Visto che il vaccino è così miracoloso come mai le società che lo producono non vogliono introdurlo sul mercato libero e assumersene la completa responsabilità? I polacchi sanno separare la verità dalla balle, sono in grado si distinguere una situazione oggettiva da una truffa”.

 

Franco Libero Manco, www.vegetariani-roma.it

 

 

GLI INVESTIMENTI DELLA BANCA CATTOLICA PAX:

ANTICONCEZIONALI, ARMI E TABACCO

 

Mentre in Italia divampano le polemiche sulla distribuzione della pillola abortiva RU486, il giornale Der Spiegel scopre che la Banca Pax di Colonia, cattolica, investe in azioni di aziende operanti nel mercato del tabacco, della difesa, di armi e della contraccezione. La notizia, di fine maggio, è stata riportata un po' in tutto il mondo. Il Direttore della banca, Winfried Hinzen, ha fatto pubblica ammenda attraverso i microfoni di Domradio, un'emittente locale di Colonia: "Ci scusiamo con i nostri clienti per l'errore occorso" ed ha annunciato che le azioni saranno rivendute immediatamente (articolo di Carlo Consoli in "Cronache Laiche", 9 giugno 2010).

DECRETO LIBERTICIDA

APPROVATO: articolo 50-bis/Repressione di attività di apologia o istigazione... COMPIUTA A MEZZO INTERNET

NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA

Il 21 maggio il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.D.L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet"; prossimamente il testo approderà alla Camera come articolo n. 60.

Questo senatore non fa neanche parte della maggioranza al Governo... il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su Facebook, o altro sulla rete) a disobbedire o ad istigare (cioè... criticare?!) contro una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarne il blog o il sito.

Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all'estero; basta che il Ministro dell'Interno disponga con proprio decreto l'interruzione dell'attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio (!) fra le classi sociali.

Morale: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.

In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.

ITALIA: l'unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.

Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini preventivi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l'Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l'Iran.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata "Punto Informatico" ed il blog di Grillo.

Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani, perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica la "democrazia" è un concetto vuoto.

 

22 maggio 2010

 

QUALI SONO I PAESI PIÙ FELICI DEL MONDO?

Il rapporto “Happy Planet Index” stila una nuova classifica del benessere delle nazioni basandosi non più sul prodotto interno lordo, ma sulla felicità, l’aspettativa di vita e l’impatto ambientale. I paesi presi in esame sono stati 143. I risultati sono sorprendenti: tra le prime dieci nazioni della classifica, ben nove sono situate in America Latina, con in testa il Costa Rica, il paese che non ha esercito e che ha bloccato la deforestazione, e dove la quasi totalità dell’energia utilizzata è prodotta da fonti rinnovabili. La prima delle nazioni del mondo sviluppato è rappresentata dai Paesi Bassi, al 43° posto; l’Italia è al 69°. In fondo alla classifica, sorpresa delle sorprese, gli straricchi ed ipersviluppati Stati Uniti d’America, esportatori di libertà e di democrazia, ma non di felicità, in quanto miseramente caduti al 114° posto. Peggio di loro solo le nazioni dell’Africa subsahariana, con lo Zimbabwe all’ultimo posto. La lezione è chiara: il benessere è altra cosa dal reddito, ma dipende soprattutto dalla qualità della vita; non bisogna però cadere nell’assoluta indigenza. Il rapporto si può scaricare da www.happyplanetindex.org/learn/download-report.html; un riassunto se ne può trovare in AAM Terra Nuova, n. 244 del novembre 2009, pp. 12-15.

 

15 novembre 2009

CAMBIAMENTI CLIMATICI E POVERTÀ

DIETA VEGANA PER SALVARE IL MONDO

 

Dieta vegana contro la fame nel mondo, gli effetti dei cambiamenti climatici e la povertà. Secondo quanto affermato dall'Onu, riportato dal Guardian, per salvare il mondo è necessario un minor consumo di prodotti animali: la cucina ricca di carne e latticini sarà nel prossimo futuro "insostenibile". "Gli impatti sull'agricoltura cresceranno sostanzialmente a causa dell'aumento della consumazione di prodotti animali da parte della popolazione - ha affermato il rapporto United Nations Environment Programme delle Nazioni Unite (Unep) - Contrariamente al combustibile fossile, è però difficile trovare alternative: la gente deve mangiare. Una notevole riduzione di questi tragici impatti sarebbe possibile solo con un cambiamento globale della dieta".

Una dieta vegetariana appare essere la "migliore soluzione" per la sopravvivenza del nostro pianeta. Secondo gli autori del rapporto i prodotti animali causano più danni rispetto alla produzione di minerali, plastica o metalli: l'agricoltura, in particolare solo per la produzione di carne e latticini, rappresenta il 70% del consumo globale di acqua dolce, 38% dello sfruttamento delle terre e il 19% dell'emissioni di gas serra. Il gruppo di esperti ha inoltre classificato prodotti, risorse, attività economiche e trasporto secondo il loro impatto sull'ambiente. Dai risultati è stato evidenziato che l'agricoltura risulta essere "al pari" con il consumo dei carburanti fossili in quanto il consumo di entrambi è aumentato drasticamente a fronte della crescita economica.

"I prodotti animali causano più danni che la produzione di minerali da costruzione come la sabbia o il cemento, la plastica o i metalli - ha commentato Edgar Hertwich, capo autore del rapporto -. La biomassa prodotta e i raccolti per gli animali sono tanto pericolosi quanto la fusione dei combustibili fossili" (Redazione Tiscali, 4 giugno 2010).

 

LA CATASTROFE DELLA SOIA TRANSGENICA IN ARGENTINA

Gennaro Carotenuto
(3 marzo 2009)

Avevano presentato gli organismi geneticamente modificati come la soluzione a tutti i problemi dell’umanità. Tra l’altro dicevano, c’è tutta una letteratura, che gli OGM non hanno bisogno di fertilizzanti chimici o di erbicidi. Non era così. Nell’Argentina dell’agroindustria della soia, secondo la ONG “Gruppo di Riflessione Rurale” (GRR) proprio l’agroindustria sta avvelenando una delle pianure più fertili del mondo dove per non morire di cancro si scappa via. Il principale colpevole è il glifosfato, un erbicida inventato dalla Monsanto ma oggi, essendo scaduto il brevetto, prodotto da più ditte.
Si starebbero così moltiplicando i casi di tumori infantili, le malformazioni congenite, i problemi renali, le dermatiti, i problemi respiratori. Secondo uno studio dell’Ospedale italiano “Giuseppe Garibaldi” di Rosario, nelle zone fumigate ci sarebbe un aumento di tre volte dei tumori gastrici e ai testicoli, di due volte per quelli al pancreas e ai polmoni e addirittura di dieci volte al fegato.
GRR ha intervistato decine di medici rurali e abitanti dell’interno argentino e questi sarebbero i risultati tanto che dalla ONG si afferma: “La prima cosa da fare è una moratoria delle fumigazioni”. Ma il governo argentino con molta difficoltà può prendere delle decisioni in un territorio sul quale, dalla notte neoliberale, ha una giurisdizione molto limitata.
Durante gli anni del neoliberismo, infatti, mezzo territorio agricolo dell’Argentina fu venduto pezzo per pezzo a multinazionali dell’agroindustria transgenica. Oggi la metà delle campagne argentine, vaste più volte il territorio italiano, è piantato a soia transgenica. Per far crescere i 48 milioni di tonnellate di soia, esportate verso Cina, India e Stati Uniti, e che sono una delle prime voci dell’export del paese, vengono utilizzati 200.000 litri l’anno di glifosfato. Sembrava facile piantare tutto a soia in un territorio pianeggiante e con un’agricoltura altamente meccanizzata. Fu così che dagli anni ’80 in avanti la soia rubò sistematicamente spazio ai boschi, all’allevamento e ad altre coltivazioni. Se la Monsanto nega che il glifosfato sia tossico, dalla GRR si risponde che il glifosfato è il principale agente usato per le fumigazioni dei campi di coca in Colombia ed Ecuador e anche in quei casi ci sono denunce per gravi conseguenze sull’uomo.
Secondo la denuncia di GRR, raccolta da IPS: “E’ necessario sospendere le fumigazioni almeno in base al principio di precauzione”. Ma accettare tale precauzione vorrebbe dire per l’Argentina mettere in crisi completamente il modello agro esportatore. La rivista “Latinoamerica”, in questi anni, lo ha più volte denunciato: il modello dell’agroexport produce altissimi guadagni per pochi, spazza via la piccola agricoltura, non produce lavoro a causa dell’altissimo livello tecnologico e desertifica le campagne.

 

(fonte www.gennarocarotenuto.it, 10 marzo 2009)

 

 

ESISTE IL LIBERO ARBITRIO?


Marco Iacoboni, docente nella Facoltà di Medicina dell'Università della California a Los Angeles, nel suo libro "I neuroni specchio - Come capiamo ciò che fanno gli altri" (Bollati Boringhieri, Torino, 260 pp., 2008) descrive forme inconsce d'imitazione tra persone che interagiscono socialmente e meccanismi neurobiologici del rispecchiamento dovuti ai "neuroni specchio", recentemente scoperti. Questi dati, egli afferma, "lasciano supporre un automatismo biologico difficile da controllare, che potrebbe delegittimare la visione classica di una capacità decisionale autonoma su cui poggia il libero arbitrio".

Forse dobbiamo rivedere la nozione di libero arbitrio, così diffusa nella nostra società. Se le nostre azioni sono automatiche, e non frutto di una libera scelta, allora cade il nostro concetto di amministrazione della giustizia, basata sulla punizione del colpevole, perché non vi sarebbe alcuna colpa. Potrebbero restare le sanzioni, ma solo come deterrente, senza la pretesa di dare una "retribuzione". Cade anche gran parte delle religioni, in larga misura basate sul pentimento per i "peccati" commessi e sulla credenza di un'altra vita dopo la morte, dove i "buoni" sarebbero "premiati" ed i "cattivi" sarebbero "puniti". Ma se non vi è responsabilità, non vi sono neanche meriti da premiare né colpe da espiare. Il bene ed il male tuttavia esistono, come comportamenti rispettivamente utili o dannosi per la società, e per incrementare i primi e ridurre i secondi occorrono soprattutto educazione ed istruzione. 

Carlo Consiglio

 

L'AMORE ALL'APERTO

Fare l’amore all’aperto è una bellissima esperienza, se si è in un bel posto. Ci si sente parte della natura. A me è capitato di farlo in coppia in luoghi assolutamente solitari, come una spiaggia deserta o la vetta di una montagna.

Ma vi sono anche dei luoghi (rari) dove più persone convergono con lo scopo di fare l'amore (o di osservare quelli che lo fanno).

Perché le persone che vogliono fare l'amore all'aperto vanno in un luogo dove vi sono anche altre persone, e non in un luogo solitario? Certamente per farlo avranno dovuto inizialmente vincere una certa ritrosia o vergogna. Un motivo per farlo può essere la difficoltà di raggiungere un luogo deserto, raggiungibile solo con un cammino a piedi abbastanza lungo. Un altro motivo può essere quello di avere una certa sicurezza contro eventuali malintenzionati. Oppure si tratta di persone esibizioniste, che provano piacere nella consapevolezza di essere osservate.

Le attività in questi luoghi vanno in genere dalla stimolazione manuale a quella orale ed al coito vero e proprio. Ogni coppia agisce per proprio conto, e sono rari i tentativi di intrusione di terzi, come sono anche rari i gruppi di più persone che fanno sesso di gruppo.

Uno di questi luoghi è Cap d'Agde, a SO di Montpellier, in Francia, dove l'attività sessuale è limitata ad una piccola spiaggia lunga 300 metri, prospiciente la Riserva Naturale di Bagnas. Per recarvisi, conviene prendere alloggio in uno dei numerosi alberghi o campeggi della zona; senz'altro da preferire per la vicinanza e per il cemento non eccessivo è il Centre héliomarin di René Oltra [1 Rue des Néreïdes, B.P. 884, F-34307 Cap d'Agde, telefono + 33 467010636 (tre tre quattro sei sette zero uno zero sei tre sei), fax + 33 467012238, www.chm-reneoltra.com], molto pulito, organizzato ed efficiente, con nudismo obbligatorio ma dove l'attività sessuale all'aperto è rigorosamente vietata. Dal centro attraverso uno di quattro varchi sorvegliati si passa direttamente alla spiaggia nudista, dove l'attività sessuale non è del pari consentita. Da qui occorre camminare lungo la battigia verso NE (cioè verso Sète) fino a superare l'altezza del ristorante di Oltra. Ci si accorge facilmente di essere arrivati dal notevole affollamento. Non bisogna però superare il cartello che segnala l'entrata nel comune di Marseillan, dove non solo non si può svolgere attività sessuale all'aperto, ma anche il nudismo è vietato.

La sensazione che si può provare a Cap d'Agde è molto diversa da quella descritta all'inizio dell'articolo, e riguarda il sentirsi membri di un movimento spontaneo ed in comunione di interessi e di ideali con centinaia di altre persone peraltro per lo più sconosciute. Ci si rende conto che questo movimento è enorme e che il sesso è una forza potentissima che non è possibile reprimere. La sensazione è anche quella di aver ritrovato il paradiso terrestre, e cioè di trovarsi in  una situazione anteriore all'invenzione del senso di colpa e del peccato.

Un posto come la spiaggia di Bagnas è assolutamente diverso da un club privé. Un privé è un luogo assolutamente artificiale, gestito per ragioni commerciali, dove ad un cliente può anche essere richiesto di presentarsi con un determinato abbigliamento. La spiaggia di Bagnas è invece un luogo assolutamente naturale e pubblico.

Proprio per quest'ultimo motivo, tuttavia, chi fa il sesso all'aperto sulla spiaggia di Bagnas a Cap d'Agde dev'essere consapevole del fatto che, secondo la legge, anche francese, sta commettendo un atto illegale, per il quale potrebbe anche essere denunciato, anche se la probabilità di ciò è modesta perché, dato il gran numero di persone, sarebbe difficile per la polizia, in caso d'irruzione, multarle tutte.

Carlo Consiglio; articolo modificato il 14 luglio 2010

 

 

I DU' 'AMMELLI: STORIELLA TOSCANA

 

Un cammellino va dal cammello babbo e gli dice: "O babbo, certo che noi 'ammelli siamo proprio brutti, 'on questi baffacci sul muso...". Ed il babbo: "Ma che tu va' a dire, bischero! brutti i baffi??? Quando tu 'ssei nel deserto, ci sono le tempeste di sabbia e tutti l'altri animali moiano soffocati. Noi ciabbiamo 'baffi, che filtrano l'aria, e si 'ampa lo stesso!!!". ll cammellino: "Già, un ciavevo mi'a pensato... ganzo!". Dopo un po' il cammellino torna e dice: "Certo babbo, è vero la tempesta di sabbia e' baffi... però noi 'ammelli e siamo brutti lo stesso, bada te che piedoni lunghi e larghi che ci s'ha!". Ed il babbo: "Cosa???!!! brutti i piedoni?? Allora tu se' proprio bischero! Quando nel deserto l'altri animali affondano nella rena, e 'un riescano a arriva' all'oasi e tirano 'l calzino, noi 'ammelli ci si 'ammina proprio bene e si 'ampa!". Il cammellino: "Tu ha' ragione, babbo! È vero... un ciavevo pensato neanche." Dopo un altro po' il cammellino: "Oh babbo, si, 'apisco le tempeste, l'oasi, i piedoni, 'baffi che filtrano. Però noi 'ammelli, hai voglia di di', e siamo brutti davvero, con queste du' gobbacce!!!". Ed il babbo: "Oooh nini! Che tu vo' dire??? brutte le gobbe??? quando nel deserto l'altri animali moiano di sete perché 'un si trova l'acqua, noi nelle gobbe ciabbiamo la riserva d'acqua! E noi si 'ampa!!!". Il cammellino: "Tu ha' ragione un'altra volta! 'un ciavevo pensato!" Alla fine torna il cammellino dubbioso e dice: "Certo babbo io 'apisco tutto. La riserva d'acqua nelle gobbe, le tempeste di sabbia, i piedoni, ma mi spieghi una 'osina, allora?... Che 'azzo ci si fa noi allo zoo di Pistoia?" (da Nico Valerio).

 

 

Aggiornato il 15 luglio 2010.