I DU' 'AMMELLI: PICCOLA STORIELLA TOSCANA

Un cammellino va dal cammello babbo e gli dice: "O babbo, certo che noi 'ammelli siamo proprio brutti, 'on questi baffacci sul muso...". Ed il babbo: "Ma che tu va' a dire, bischero! brutti i baffi??? Quando tu 'ssei nel deserto, ci sono le tempeste di sabbia e tutti l'altri animali moiano soffocati. Noi ciabbiamo 'baffi, che filtrano l'aria e si 'ampa lo stesso!!!". ll cammellino: "Già, un ciavevo mi'a pensato... ganzo!". Dopo un po' il cammellino torna e dice: "Certo babbo, è vero la tempesta di sabbia e' baffi... però noi 'ammelli e siamo brutti lo stesso, bada te che piedoni lunghi e larghi che ci s'ha!". Ed il babbo: "Cosa???!!! brutti i piedoni?? Allora tu' se' proprio bischero! Quando nel deserto l'altri animali affondano nella rena, e 'un riescano a arriva' all'oasi e tirano 'l calzino, noi 'ammelli ci si 'ammina proprio bene e si 'ampa!". Il cammellino: "Tu ha' ragione, babbo! È vero... un ciavevo pensato neanche." Dopo un altro po' il cammellino: "Oh babbo, si, 'apisco le tempeste, l'oasi, i piedoni, 'baffi che filtrano. Però noi 'ammelli, hai voglia di di', e siamo brutti davvero, con queste du' gobbacce!!!". Ed il babbo: "Oooh nini! Che tu vo' dire??? brutte le gobbe??? quando nel deserto l'altri animali moiano di sete perche 'un si trova l'acqua, noi nelle gobbe ciabbiamo la riserva d'acqua! E noi si 'ampa!!!". Il cammellino: "Tu ha' ragione un'altra volta! 'un ciavevo pensato!" Alla fine torna il cammellino dubbioso e dice: "Certo babbo io 'apisco tutto. La riserva d'acqua nelle gobbe, le tempeste di sabbia, i piedoni, ma mi spieghi una 'osina, allora?... Che 'azzo ci si fa noi allo zoo di Pistoia?" (da Nico Valerio).

ALTRE BARZELLETTE

Un turista francese va in Toscana, incontra un venditore di nocciole e domanda: “Comment s’appellent ceux-ci?”.

Venditore: “Non si pelano mica, si sbucciano”.

Francese: “Comment?”.

Venditore: “Co’ le mani, coi piedi, col martello”.

Francese: “Je ne comprends pas”.

Venditore: “Se voi non le volete comprare, pazienza, le comprerà qualc’altro”.

Il Francese se ne va.

Venditore: “Meno male che del francese ci capisco qualche cosa, ma del tedesco, non ci capisco un acca!”.

 

Un Italiano che non parla bene il francese va in Francia, e viene invitato ad un ricevimento, durante il quale viene presentato ad un Ministro.

L’Italiano, molto lusingato, e volendo adulare il Ministro, esclama: “Oh, Monsieur le Ministre, je vous connais!”.

Ministro (con tono divertito): “Vous me connaissez?”.

Italiano (con enfasi): “Mais oui, je vous connais pour votre femme”.

L’Italiano ha sbagliato, non conoscendo bene il francese; intendeva “per la vostra fama”; avrebbe dovuto dire “pour votre réputation”.

Ministro (con tono incazzato) “Pour ma femme?”

Italiano: “Mais oui, votre femme, c’est une femme publique!”.

 

LE VRAI SAVOIR-FAIRE

 

Due amici francesi discutono su cosa sia il savoir-faire.

Il primo dice: "Le vrai savoir-faire c'est lorsqu'un mari revient à sa maison, ouvre la porte de la chambre à coucher, et, en voyant quelqu'un qui couche avec sa femme, dit «pardon» et referme la porte".

Il secondo replica: "Non, quand celui qui couche avec la femme, malgré l'apparition du mari, continue à faire ce qu'il était en train de faire, ça c'est vraiment du savoir-faire".

 

Aggiornato 30 dicembre 2009